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Full text of "S. Sebastiano : oratorio"

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S. SEBASTIANO 

ORATORIO 

DI MAURO RICCI SCOLOPIO 

MUSICA DEL MAESTRO 

CARLO ROMANI 

ESEGUITA NOVAMENTE IN FIRENZE 
il dì 27, 28 Febbraio, e 1 Marzo 1870 

.\ELLA CHIESA DI S. GIOVANNI EVANGELISTA 

per cura della Pia Congregazione 

DI MARIA SS. ADDOLORATA E S. GIUSEPPE CALASANZIO. 



FIRENZE 

TIPOGRAFIA CALASANZIANA 

dir. da A. Terroni 

1870. 



PERSONAGGI. 



DIOCLEZIANO imperatore. 

SEBASTIANO suo ufficiale. 

valeria figlia di diocleziano. 

prisco sacerdote pagano. 

Un Araldo. 

Coro di Popolo e di Soldati Paganl 

Coro di Ancelle e di Cristiani. 



La Scena è in Roma. 



I versi virgolati si omettono per brevità 



Digitized by the Internet Archive 
in 2013 



http://archive.org/details/ssebastianooratoOOronna 



ARGOMENTO. 



Biode, che eletto imperatore dalV esercito prese il 
nome di Diocledano e di Giovio {cioè figliuolo di Gio- 
ve), mostrò un singolare accanimento contro la fede di 
Gesù Cristo, Tra le uccisioni più famose fatte per suo co- 
mando si racconta dagli storici quella di s, Sebastiano da 
Narhona, oriundo milanese, nobile di sangue e valoroso; 
il quale, essendosi ascritto alla milizia e venuto in som- 
ma grafia delV Imperatore, ebbe il grado di capitano delia 
iwima coorte, e fu ammesso alV intima confidenza del suo 
signore. Ma cura principale delV eroe cristiano era di 
sostenere i fratelli nelle persecuzioni, nascondere il Papa 
cercato a morte ^ incoraggiare i condannati al martirio: 
e più che agli onori militari aspirava al glorioso titolo, 
che poi ebbe, di difensore della Chiesa. Scoperto cristia- 
no, dopo aver resistito ad ogni maniera di seduzione, le- 
gato a un palo in mezzo al campo^ ed ivi fatto bersaglio 
alle saette degli arcieri, fu lasciato per morto: ma di 
nottetempo s. Irene vedova di s. Castido andata là per 



sei^peìlirlo, lo trovò sempre p)cdpitante: onde portatolo alla 
sua stanca nello stesso p)cdagio reale , e curate le ferite 
di lui, in breve lo rendeva sano ai fratelli. Ed egli 
pallido e indebolito per il sangue sparso, ma nulla sgo- 
mentato dalV atroce supplizio, con atto di singolare magna- 
nimità aspettando V Imperatore alla scala di Eliogabalo, 
lo atterriva con la presenza, con solenni parole lo rim- 
proverava della sua ferocia. Condannato p)ertanto una 
seconda volta , spirò , sotto i colpi delle verghe , V anima 
generosa, che ajjparsa in visione alla pia donna Lucina 
le impose di p)ortare il suo corpo alle catacombe, dove 
fu poi eretto ad onore di lui un celebre santuario. 

Diocleziano con questa e con le altre sue crudeltà 
non fece che aumentare il numero dei Fedeli: anzi, secondo 
ciò che ne attesta Lattanzio, la sua stessa moglie Prisca, 
e la figliuola Valeria avevano abbracciata la religione 
della Croce, 

Questi sono i fatti storici presi ad argomento della 
presente poesia, la quale, non che procedere secondo V in- 
tenzione dell'Autore, ha dovuto anche dopo scritta sotto- 
porsi a cangiamenti non piccoli per servire alle moderne 
esigenze della musica. 



PARTE PRIMA 



JSCUrVA PRIilJL. 

Campidoglio. 

Coro di soldati reduci dalla vittoria, 
DIOCLEZIANO e SEBASTIANO. 

CORO 

Giove regna ; di Roma i destini 
Ei difende, e alla meta gli chiama: 
I remoti del mondo confini 
De' Quiriti egli aperse al valor. 

Se il desio della splendida fama 
Oggi è lieto di nuova vittoria, 
Su, guerrieri, con gli inni di gloria 
De' trionfi s' esalti il Signor. 
Prime de' cantici 
Volin le lodi 
A te, magnanimo 
Su tutti i prodi, 

padre, o principe 
Deir alma Roma, 
Cli' oggi la chioma 
Ci inghirlandò. 
DIOCLEZIANO 

Guerrieri invitti ! esulto 
Nel vostro onor: de' capitani miei 
L'impeto io son che accendo: 
Per me fiero e tremendo 
Precipitossi Sebastian nell'arme; 
L'araldo il gridi, e lo ripeta il carme. 



8 /l 



CORO 

Il carme e il musico 
Metallo esalti 
Di queir intrepida 
Destra gli assalti; 

Quand' ei coir impeto 
D' aspro leone 
Corse terribile 
Nella tenzone. 

Degli occhi al folgore 
Prima eh' al dardo 
Già fugge il barbaro 
Stuolo codardo : 

E gli alti vertici, 
E Tumil piano, 
Al nome tremano 
Di Sebastiano. 

SEBASTIANO 

Tregua alle lodi d'un mortale, o eroi: 
A quel Signor ch'avviva 
E le cittadi abbatte, 
Erga le grazie de' trionfi suoi 
Chi reduce mirò la patria riva. 
Come dolce venticello 
Aleggiante intorno a un fior, 
Ei consola il tapinello 
Che lo chiama con amor. 

Ma, qual turbo rovinoso, 
Ei di strage empie e d' orror 
La magion dell' orgoglioso, 
E la sperde in suo furor. 

DIOCLEZIANO 

prode, or narra, come 
Cadder de' Parti tante squadre dome? 

SEBASTIANO 

Im notte che oscura di nubi sorgea 



Si spinser di Roma le invitte legioni : 
Le tenebre un nembo di strali fendea. 
Che mille guerrieri precipitan proni, 
Indarno alla sposa chiedenti pietà. 

Incalzano i nostri: la porta si schiude 
Ai forti drappelli che invadono il loco: 
Non arte più giova, non d' armi virtude ; 
E annunzia alle genti la luce del foco 
Distrutta de' Parti V altera città. 
CORO 

» Giove regna; di Roma i destini 
» Ei difende, e alla meta gli chiajna ; 
» I remoti del mondo confini 
» De' Quiriti egli aperse al valor. 

» Se il desio della splendida fama 
» Oggi è lieto di nuova vittoria, 
» Su, guerrieri, con gli inni di gloria 
» De' trionfi s'esalti il Signor. 

» Qual v'ha tetto, o robusta muraglia, 
» Ch' a' suoi colpi spezzata non cada ? 
» Dio, che infiammi le schiere a battaglia, 
» E cui piace il guerresco clamor, 

» Tu proteggi di Romolo i figli 
» Con la forte ragion della spada, 
» Tu dell' aquile guida gii artigli 
» Dove ferve la gara d'onor. 

DIOCLEZIANO 

Qual premio a tante imprese 
Si deve a te, guerrier, che salvi il regno 
E il tuo signore dall'ostili offese? 
Valoroso ! a me da presso 
Tu sarai compagno fido. 
De' nemici in mezzo al grido 
Teco ardito volerò. 

Della reggia nel recesso 
Tu vivrai col tuo signore; 



10 

Air affetto, al tuo valore 
I miei giorni affiderò. 
SEBASTIANO 

Generoso! a te da presso 
Io sarò compagno fido, 
De' nemici in mezzo al grido 
Teco ardito volerò. 

Della reggia nel recesso 

10 vivrò col mio signore ; 
Con r affetto e col valore 
I tuoi giorni salverò. 

DIOCLEZIANO 

La vittoria in danze e in suoni 
Venga Roma a celebrar, 
E di vittime e di doni 
Bello splenda oggi l'aitar. 

CORO 

Ogni gente farai serva, 
regina dell'Imper, 
Finché Giove a te conserva 

11 tuo duce e il tuo guerrier. 

S€E1MA II. 

SEBASTIANO solo. 

» A te. Signore, alla tua sola destra 

Di virtù, di possanza 

Invincibil maestra, 

Debbon la lode i forti e l'onoranza: 

Tu se', elle il debil petto 

Hai del tuo servo nel pugnar protetto. 

» Io conobbi al volto 1' angelo 

Che dal cielo a me venia ; 

Ei mi cinse al petto 1' egida, 

Onde r oste impallidia : 



i 



11 

Tra la polve ed i clamori 

Io conobbi i santi cori 

Che pugnavano per me. 

> Ma ancora un' altra guerra m' avanza 

Signore, all'egro clona vigor. 

» Erro, o una donna senza speranza 

Qui porta V eco del suo dolor ? 

ISCEMA III. 
CORO DI ANCELLE, VALERIA e detto. 

CORO 

Neir aprii di giovinezza 
Perchè lacrimi così? 
Cessa, o cara; all'allegrezza 
E solenne questo dì. 

VALERIA 

amiche, invan rispondere 
Tenta alla gioia il cor. 
Quando sull'alma aggravasi 
La nube del dolor. 

Fuggì la speme, e il vivido 
. Color di gioventù. 
Le liete ore fuggirono, 
E non ritornan più. 

SEBASTIANO 

Qual duolo, o vergine, 
Il bel sorriso 
Fuga, e la porpora 
Dal casto viso? 

VALERIA 

Fanciulla misera, 
Ai numi in ira. 
Oh di qual giubbilo 
S' allegrerà ! 



12 

Solinga tortora, 
Ella sospira, 
E in pianto lacera 
La sua beltà. 

SEBASTIANO 

Parla, e svela V angoscia al fido amico. 

VALERIA 

Discostatevi. {alle ancelle che si ritirano) 

M' odi : i' piango e dico. 

Ahi! non basta ai numi togliere 
A una vergine infelice 
La cagion d' ogni suo gaudio. 
La diletta genitrice : 
Io la vedo, e in cento immagini. 
Or soave ed or feroce. 
Ahi ! m' addita il turpe simbolo 
De' cristiani, V empia croce. 

Io cristiana? o Giove, i fulmini 
Sfrena pur sulla mia testa : 
Io cristiana? infranta in polvere 
Caderà V eterna Vesta, 
Pria eh' io neghi all' alma Venere 
L' onoranza e 1' amor mio, 
Pria eh' io levi, a terra supplice. 
Voti e preci a ignobil Dio. 

SEBASTIANO 

No, che un ignobile 
Nume, o diletta, 
L' amor tuo candido 
No, non avrà. 

Pura neir anima 
Prega ed aspetta, 
Di luce un' iride 
Ti splenderà. 
(si ode in lontananza tm Coro dalle catacomhe) 



13 

CRISTIANI 

Inneggiate, fanciulli, alla Donna, 
Cui festeggia lietissimo il ciel ; 
Ella scudo, ella salda colonna 
De' redenti al drappello fedel. 

Inneggiate all' eccelsa donzella, 
Tra r effluvio soave de' fior, 
Al sorrider dell' alba novella, 
Verginette ferventi d' amor. 

A insidiarvi, o colombe, feroce 
Lo sparviero già il nido lasciò ; 
Ricovrate di Cristo alla Croce, 
Che sui casti le braccia spiegò. 

Non ha gaudio lo stolto, che giace 
Vile schiavo alla rea voluttà, 
Sol dell' anima gusta la pace 
Chi vagheggia 1' eterna beltà. 

divina bellezza, innamora 
Noi che a Cristo giurammo la fé, 
E vicina risplenda 1' aurora 
Che sia dato bearci di te. 

VALERIA 

dolce ! o limpida 
Canzon giuliva. 
Che r egro spirito 
Di gioia avviva ! 

Quai genti sciolgono 
Queste serene 
Di casto giubbilo 
Voci e di spene? 

SEBASTIANO 

Cristiani ! 

VALERIA 

Ahi perfida ! 
Ahi cruda schiatta ! 
Di Giove il fulmine 



14 

Scenda e gli abbatta. 

Pure air armonica 
Eco del canto 
Cessano i gemiti, 
Si tace il pianto. 

E cento immagini 
Festosamente 
A me rallegrano 
L' alma dolente. 

Men dolce mormora 
Del rivo Tonda, 
il lene zeffiro 
Tra fronda e fronda. 

Oli ! come un popolo 
D' infido core 
Nutre sì teneri 
Sensi d' amore ? 

SEBASTIANO - VALERIA 

o • et 

Cess , o dilett , i palpiti 

E r incertezza amara : 

Destino a bellissimo 
me 

Il cielo oggi prepara: 
Scend"^ ne' sacri tempi, 

Scend"^ a veder quegli empi, 

Ch' esultano in Gesù. 

Già i cori almi degli angeli 

Veggo 'v^olar^^ intorno: 

Uno splendor più limpido 
Ecco rischiala il giorno. 

Splendor, eh' al ^^ pensiero 



15 

Rivelerà quel vero, 
Ch' inanima a virtù. 

( Valeria entra nelle eataeomhe ) 

SCEMA IV. 

PRISCO E DETTO. 

PRISCO 

» Opportuno mi giungi in tal momento, 
Sebastian. 

SEBASTIANO 

Che chiedi? 
PRISCO 

Io nulla chiedo; 
Roma in severo accento 
Chiede più degni premi al tuo valore. 

SEBASTIANO 

» Taci, io pregio V onore. 

PRISCO 

E quale, o prode V 
Te salvator la gente appella, e vile 
Satellite sarai 
D'un feroce tiranno, 
Che r opre belle sprezza ? 
Vinta or langue così la tua prodezza? 

SEBASTIANO 

» No, non langue ; il bronzo squilli, 

E vedrai. Prisco, se allor. 

Al levarsi dei vessilli. 

Forte ho il braccio e forte il cor. 

» Non de' premi un capitano, 

Ma di gloria arde all' amor ; 

Squilli il bronzo, e Sebastiano 

Sarà primo in campo ancor. (parte) 



16 

SCEMA V. 
PRISCO SOLO. 

PRISCO 
» Invan tentato è il primo colpo ! ahi rabbia! 
Pure non cedo stanco : 
Io, quell'audace del monarca al fianco 
Onorare dovrei, qual servo umile? 
Prisco non è sì vile : 
Un di noi cadrà spento, 
in me punisca Giove il giuramento. 
» Già già r Eumenidi 

» D' orride immagini 

» M' empiono il cor : 

» Trista la vittima, 

» Che i numi apprestano 

» Al mio furor ! 

» Ma queto ed ilare 

» Il volto simuli 

» Gioia ed amor, 

» Mentre s' inalzano 

» I lieti cantici 

» Al vincitor. 

SCEMA VI. 

Atrio del Tempio di Giove. 

Soldati, DIOCLEZIANO, SEBASTIANO e detto. 

CORO 
Fuman V are ; agli inni, ai voti 
Su, movete, o sacerdoti, 
Lieti in volto e lieti in cor. 



17 

Allo squillo de' metalli, 
Onoriam di canti e balli 
Deir Olimpo il reggitor. 
Sia secondo nella lode 
Marte impavido, che gode 
Le battaglie avvalorar. 

Fuman V are ; i sacri tori 
Ai celesti protettori 
Su, movete ad immolar. 

PKISCO 
Potentissimi numi. 
Di Roma e del suo re custodi eterni, 
Voi con volto sereno 
L' ostie accogliete, che devoto io sveno. 

Com' avvinta all' aspro laccio 
Questa belva insulta invan, 
Così indarno al nostro braccio 
I nemici insulteran. 

CORO 

Così indarno al nostro braccio 
I nemici insulteran. 

PRISCO 

Com'il colpo io vibro fiero 
Qui de' numi al sacro aitar, 
Così ardisca ogni guerriero 
Gli avversari fulminar. 
CORO 
Così ardisca ogni guerriero 
Gli avversari fulminar. 
PRISCO 

Com'il toro poderoso 
Gravemente al suol piombò. 
Così cada ogni orgoglioso, 
Che su Roma alzarsi osò. 

CORO 

Così cada ogni orgoglioso, 

2 



18 
Chf su Roma alzarsi osò. 

DIOCLEZIANO 

Or che V onor gradito 
Ebber gli Dei, meco godete, assisi 
Alla libera gioia del convito. 
Su, valenti, 

Ne' lucenti 

Nappi spumi il buon licor, 

Ond' in core 

Al bevitore 

Scende amabile furor. 
Sovra il campo, 

Come lampo 

Vola e vince il battaglier; 

Nella pace 

Lieto giace 

Alla mensa del piacer. 
Qui sereno 

Schiude il seno 

Alla dolce voluttà. 

Qui festeggia. 

Qui folleggia 

Per la giovine beltà. 
Su, guerrieri. 

Coi bicchieri 

Celebrate Bacco re: 

Tutto il lido 

Suoni al grido : 

Evoè, Bacco, evoè. 

CORO 

Chi dell'orribile Marte i pericoli 
Con òcchi impavidi seppe mirar, 
Può delle libere mense allo strepito 
Di guerra i nobili fatti cantar. 

Su, dell' amabile dono risplendano 
Le tazze nitide ricolme ancor; 



19 

Cantiamo i provvidi numi die serbano 
Salvo di Romolo il successor. 

A lui festevoli le Grazie infiorino 
Di sempre vivide rose V età ; 
Traggano V orride furie nelF èrebo 
Chi vile o perfido V ofi*enderà. 
PRISCO 

Nuova t' annunzio offesa 
Contro r impero e la tua fronte augusta, 
re ; la vilipesa 
Gente cristiana esulta : 
Già cade la vetusta 
Religione inulta, 
Manca V onore ai tempi, 
E tu non snudi il ferro tuo su gli empi? 

Là dove perpetua si stende la notte, 
Negli antri profondi di tacite grotte, 
A guisa di belve nell' intime tane 
S' accoglie il nemico del regno e di te. 

Non odi? drappelli di genti cristiane 
Disciolgono al cielo le voci profane; 
Non più quand' all' occhio si celan le stelle, 
Air alba, al meriggio t' insultano, o re. 
DIOCLEZIANO 

Che ascolto? e fia vero che un popolo imbelle 
Levare si attenti la fronte ribelle, 
A Giove, a Quirino negando 1' omaggio. 
Di Pallade e Marte sfidando il furor? 

Non basta la vita lasciarti e il servaggio, 
turba di schiavi cresciuta all'oltraggio? 
Gli stolidi sensi d'orgoglio sì reo 
Chi pose dei vili, chi pose nel cor? 

CORO 

Oh nuovo delitto ! da presso al Tarpeo 
S'insulta il tremendo de' numi signor! 
E un nume bugiardo del suolo giudeo 



20 
Le lodi s' arroga, s' arroga V onor ! 

PRISCO 

Or che indugi? alla sacra vendetta 
Per mio labbro V Olimpo t' appella : 
Sorgi, insegni, distruggi la setta. 
Che mina all' impero tramò. 

Se de' numi non temi lo sdegno, 
Ad opprimer la gente rubella 
Ti consigli r amore del regno, 
Che niun prode dal sangue arrestò. 

DIOCLEZIANO 

Di generoso foco arde il tuo detto, 
Prisco, e pago fia : 
Ma le risposte pria 
Udir voglio de' numi. Al sacro tetto 
Del fatidico Apollo un messo vada, 
E se d' eccidio omai 
Castigar si dovrà la rea masnada. 
Quanto possa il mio sdegno allor vedrai, 
Veloce più del folgore 

Io monterò in arcione, 

E con la mia legione 

Su gli empi volerò. 
Della mia spada all'impeto, 

Tutti cadranno vinti : 

Un cumulo d' estinti 

Pugnando inalzerò. 

CORO 

E del suo duce Roma 
Celebrerà il valor. 
Che i buoni esalta e doma 
Gli audaci traditor. 



21 

SCKMA TU. 

SEBASTIANO solo. 

SEBASTIANO 

Tacque il tumulto degli insani, e ancora 
A' tetti suoi non riede 
La fanciulla regal dal santo loco. 
Forse alla patria sede 
Giunse non vista? ed ora 
Nella stanza deserta 
Prega e sospira di consiglio incerta? 
Dal soglio, ove t' assidi 

In tuo poter glorioso, 

A preghi suoi pietoso 

Deh! volgiti, o Signor. 
Di queir afflitta in core 

Ridesta tu la speme. 

Pietà di lei che geme. 

Pietà del suo dolor ! 

^CEMA Vili. 

Appartamento di Valeria. 

CORO DI ANCELLE. 

1. CORO 

La vedeste? 

2. CORO 

Qual furore 
La beir anima turbò ? 

1. CORO 

La cagion del suo dolore 
Disvelarci ella negò. 



22 

2. CORO 
Cede al sonno ? 

1. CORO 

Per brev' ora 
I suoi lumi si velar : * 

Sorse a un tratto, e V odi ancora " 
Lamentarsi e sospirar. 

2. CORO 

Al tripudio della danza 
La chiamaste? 

1. CORO 

I suoni udì, 
E in tristissima sembianza, 
Qual demente si fuggì. 

2. CORO 

Ahi sventura ! dell' etate 
Viver mesta il primo fior! 
1. CORO 

Ella viene : deh ! frenate 
Ogni accento di dolor. 

VALERIA E DETTE. 

VALERIA 

Amiche ! 

CORO 

Il passo avanza. 
Figlia del nostro re, 
Che meni V esultanza 
Ovunque muovi il pie. 

VALERIA 

Qual esultanza, o care, io che dell' alma, 
Per sempre, ahi sventurata! 
Perdei la dolce calma? 



23 

Ed incontro per tutto 
Voci di doglia, e scene ahimè ! di lutto. 
CORO 
Parla, al tuo fido stuolo 
Apri, o diletta, il cor; 
Diviso in altri il duolo 
Sempre si fa minor. 

VALERIA 

E vel dirò ?... solo in pensarlo io gelo : 
Udite, e in voi sepolto 
Resti r arcano, clie tremante io svelo. 

Quando la notte tace piìi nera, 
E vanno intorno le larve a schiera, 
A lenti passi, pallida in faccia, 
L' estinta madre mi comparì. 

Tentai gridare, ma invano ; ed essa 
Figlia, mi disse, figlia deh ! cessa. 
Cessa d' errare per cieca traccia, 
Qual pellegrino che si smarrì. 

Dair alta croce ti chiama Iddio : 
Odilo, o figlia, odilo ; anch' io 
Serenamente nelle sue braccia 
Spirai pregando. Tacque e sparì. 

CORO 

Oh visione ! e che farai ? 

VALERIA 

Gli empi numi sprezzerò. 

CORO 

Infelice! ah tu non sai.... 

VALERIA 

Cristo solo adorerò. 



24 

SCEMA X. 
SEBASTIANO e dette. 

SEBASTIANO 
Che mai dicesti? 

VALERIA 

Dolce fratello, 
T' appressa, il cielo ti manda a me, 
Che de' redenti dal pio drappello 
Tutta stupita ritraggo il pie. 

Oh meraviglia ! mi parve un grido 
Festosamente dal cielo udir: 
Vieni, colomba, deh ! vieni al nido, 
Col tuo diletto vieni a gioir. 
» Poi vidi gli angeli 

» Dal paradiso, 

» Lievi per V aere 

» Scesi air aitar, 

» L' augusta vittima 

» Del nume ucciso 

» Suir ali immobili 

» Proni adorar. 
» Vidi r amabile 

» Madre e donzella, 

» Cui tante ascendono 

» Preci d' amor ; 

» Scudo de' miseri 

» In terra, e stella 

» Del vasto pelago 

» Nel cupo orror. 
» Dei dolci cantici 

» Neir armonia 

» Garzoni e vergini 

» Mesceano il suon, 



25 

» E a lui rispondere 
» Dall' alto lidia 
» De' lieti spiriti 
» L' alma canzon. 

SEBASTIANO 

portento ! dunque ascese 
La mia prece al Redentori 

VALERIA 

Sì, nel petto ei sol m' accese 
Della fede il vivo amor. 

SEBASTIANO 

E appagarlo hai tu desio ? 

VALERIA 

E tu r osi dimandar ? 
Tosto deh! sul capo mio 
Versa V onda salutar. 

SEBASTIANO 

Del feroce genitore 
Pensa all' ira, o giovinetta. 

VALERIA 

Air amante mio Signore 
Penso, e al gaudio che m' aspetta. 

SEBASTIANO 

Ne' fierissimi tormenti 
Della gente disumana 
Serberai costante il cor? 

VALERIA 

Sebastiano, e questi accenti 
Una vergine romana 
Udirà senza rossor? 

SEBASTIANO 

» cieli, apritevi 
» A lieta festa ; 
» Discopri, o vergine, 
» La bionda testa; 
» E a lui che il mistico 



26 

» Amor ti chiede, 
» Inalza il cantico 
» Della tua fede. 

VALERIA 

» Dio, che splendi in trino lume, 
» Onde raggia eterno amor, 
» Della fede su le piume 
» A te prona elevo il cor. 

» Tu creasti, tu conservi 
» Del creato la beltà, 
» E su noi ribelli servi 
» Piovi un fonte di pietà. 

» Dolce ai perfidi il tuo Figlio 
» L' alme nostre riscattò, 
» E la terra delF esigilo 
» Col suo sangue imporporò. 

» Sangue sacro, che discende 
» Su gli iniqui mite ancor, 
» E bellissimi gli rende 
» Air amplesso del Signor. 

» Fatto umor d' onda lucente 
» Per altissima virtù, 
» Scendi, o sangue onnipossente, 
» Suir ancella di Gesù. 

SEBASTIANO 

Qui sull'ara a Lui da forte 
Puoi giurare eterna fé? 

VALERIA 

Di soffrire, o Dio, la morte 
Giuro impavida per te. 
CORO 

E noi teco. 

SEBASTIANO 

Oh letizia! or tutte il sacro 
Canto levate a' cieli. 
Mentre '1 rito s' appresta del lavacro. 



27 

cono 

Scendi, e feconda, 
limpid' onda, 
Della beir anima 
Il pio desir; 

Scendi, e nel petto 
Reca il diletto, 
Che i gaudi accelera 
Deir avvenir. 

SEBASTIANO 

Taccia lo strepito de' canti, e diete 
Pregate in umili voci segrete. 
Con gli occhi supplici al re dei re. 

CORO 

Tace lo strepito de' canti, e chete 
Preghiamo in umili voci segrete. 
Con gli occhi supplici al re dei re. 

{Sebastiano hatte^^a Valeria) 

SEBASTIANO 
Sorgi, o bellissima, già il rito è pieno, 
Sorgi, ed al giubbilo disciogli il freno; 
Esultan gli angeli lieti con te. 

VALERIA 

Sì, del giubbilo eh' io sento 
Frenerei la possa invano : 
In celeste rapimento 
Mi solleva un senso arcano 
Di sublime carità. 
Odo angelica armonia ; 
Godi, godi, anima mia. 
Di sì cara voluttà. 
CORO 

Oh contento ! dalla bella 
Ogni nube si fuggì : 
Men di lei ride la stella, 
Che sereno annunzia il dì. 



28 

PARTE SECONDA 



SCEMA PRIllA. 
PRISCO SOLO. 

PRISCO 

Giunse, e aspettato muove a questa sede 
Il messo. furie, uscite, 
E dair ombre infernali a me venite. 
Sebastiano cadrà, cadrà Y indegno 
Che mi disprezza, e incede 
Per questa reggia omai, com' in suo regno. 
Se vero è il mio sospetto, 
S' ei giurossi cristiano. 
Chi lo strappa, chi mai da questa mano? 

Sorgi, sorgi, o foriero momento 
Di minaccia, d' estremo sgomento 
All'odiato di Cristo drappel. 

Come tigre nell'orrida selva 
Corre addosso alla pav^ida belva 
E la strazia con l'unghia crudel. 

Volerò con tremendo furore 
Del nemico a trafiggere il core. 
Ostia grata all' inferno ed al ciel. 

SCEMA II. 

CORTIGIANI, SACERDOTI e detto. 
CORTIGIANI 

Oh fausta novella ! dall' antro del Dio 
Ritorna il messaggio. 



29 

SACERDOTI E PRISCO 

Qual nunzio recòV 
Impone lo scempio del popolo rio ? 

CORTIGIANI 

Incerta la voce d' intorno n' andò. 

SACERDOTI 

E Diocle l'ignora? né tosto pervenne 
A lui, che r attese, la voce del ver ? 

CORTIGIANI 

Neir aula regale, con pompa solenne. 
Comanda s' annunzi del Nume il voler. 

TUTTI 

Dio tremendo, tremendo il tuo grido 
Suoni agli empi, tu vendica i numi, 
Tu di Roma V antica pietà. 

Ov' han posto que' perfidi il nido, - 
Del lor sangue rosseggino i fiumi, 
E sia salva V eterna città. 

SACERDOTI 

Diocleziano s' avanza, ecco gli araldi. 

CORTIGIANI 

Denso popolo e molti 
Illustri ha seco. 

SACERDOTI 

Ognun taccia ed ascolti. 

^CEMA III. 

DIOCLEZIANO, SEBASTIANO, VALERIA, ANCELLE e detti. 

DIOCLEZIANO 

Popolo, e voi ministri all' are eletti, 
Al soglio mio da presso 
Venite; i sacri detti 
Che reduce ne porta il nostro messo. 
Tempo è d'udir; la sorte 



30 

Deir impero è qui posta, e qui la morte. 

Prisco, a te de' numi sacerdote 
Svelare a noi s' aspetta 

1 sensi chiusi nell' arcane note. 

PRISCO 
Obbedisco. 

DIOCLEZIANO 
T' avanza. 
PRISCO 
( Che fia ? mi trema il core : 
Se di menzogna è d' uopo, 
Si ménta sì, ma cada V offensore). 
Udite: Qegge la risposta dell' oracolo) 

Discendi, furiosa tempesta, 
nube, t' infuoca d' acceso fulgor : 
Del re, de' Quiriti percuoti la testa, 
S' a spengere gli empi non sorgono ancor. 

DIOCLEZIANO 

Ahi misero Diocle ! 
CORO 

Ahi Roma infelice ! 

DIOCLEZIANO 

Si corra, s' affretti V eccidio fatai : 
nume, sospendi per poco 1' ultrice 
Saetta su Roma, sul capo regal. 
Sebastian ! 

SEBASTIANO 

Che chiedi, o sire? 

DIOCLEZIANO 

L' alta impresa affido a te. . 

SEBASTIANO 

Io l'impresa ho di morire 
Pei fratelli e per la fé. 

Alma fé del Nume vero, 
Te niun brando estinguerà. 
Da te sola un dì l' impero 



31 

Vita e possa attingerà. 

DIOCLEZIANO 

Oh che ascolto ! 

CORTIGIANE 

Egli delira, 
Deh ! perdona al suo fallir. 

SACERDOTI 

Degli Dei raccendi Tira, 
Se perdoni a tanto ardir. 

DIOCLEZIANO 

Sventurato ! e scorderai 
Quant' amor giurasti a me ? 

SEBASTIANO 

Prima a Cristo io lo giurai, 
mio sire, e poscia a te. 

DIOCLEZIANO 

E ancor segui? e Tempio accento, 
Oh furor! non muti? 
SEBASTIANO 

No; 
Il furor solo pavento 
Del mio Nume. 

DIOCLEZIANO 

E incerto sto ? 

Si trascini alla vendetta, 
Sia nudato il traditor; 

Vibri ogni arco una saetta 
Di quel perfido nel cor. 

VALERIA 

No, crudele, cessa! 

ANCELLE 

Cessa! 

DIOCLEZIANO 

Chi: tant' osa ? o figlia ! tu ! 

VALERIA 

Io cristiana. 



32 



ANCELLE 

E noi, con essa 
Pronte a morte per Gesù. 

PRISCO 

Scellerati ! 

SACERDOTI 

Oh nuovo orrore! 
Schiatta iniqua! 

POPOLO 

Dei, pietà. 

DIOCLEZIANO 

Ahi tradito genitore! 
L' ira mia chi frenerà? 

Sovra il mondo distesi il vessillo, 
A' miei cenni la terra tremò, 
E mi spregian costoro? e tranquillo 
Io soffrir tant' infamia potrò? 

(Ma segreta m'invita al perdono 
Dolcemente la voce d' amor : 
Sono amico, son padre! oh del trono 
Maledetto il cruento splendor!) 

SEBASTIANO 

(Quante volte pregando chiamai 
Questo giorno sì lieto per me! 
Venne alfine, son libero, omai 
Più non temo né volghi né re. 

Valorosa quest' alma si sente 
Nel supplizio più crudo a penar; 
Tu, Signore, mi rendi possente 
Di Valeria lo strazio a mirar). 

VALERIA 

(Chi m'infuse nel timido petto 
L'ardimento di tanto valor? 
Chi sul labbro il magnanimo detto 
Ispirommi? tu solo, o Signor. 

Segui oh segui! dell' orrida morte 



33 

A me intorno lo spettro aleggiò : 
8egui oh segui ! compagna d' un forte 
Lietamente mirarla saprò). 
PRISCO 

(Cadde alfine nel laccio, che stolto 
Di sua mano egli stesso s' ordì : 
Godi, o Prisco, nell' onta è travolto 
Chi di Diocle V amor ti rapì. 

deir èrebo numi, godete, 
Furie nitrici, venite a danzar; 
L' empio sangue chiedeste, V avrete 
Pria che V alba ritorni a brillar ). 

PAGANI 

Sorgi, o padre, che i fulmini avventi 
Su gli audaci; con alto furor 
Sorgi, sperdi le perfide genti, 
E trionfi il tuo braccio, o Signor. 

CRISTIANI 

( Odi, o padre, de' figli gementi 
La preghiera ; deh ! frena il furor. 
Alle cieche, fierissime genti 
Deh! sia mite il tuo braccio, o Signor). 

PRISCO 

sire, non odi? già freme impaziente 
La turba. 

DIOCLEZIANO 
Si attenda V occaso del dì. 
Innanzi tu narra, figliuola demente, 
Qual uomo esecrato t'illuse così? 

VALERIA 

Tu stesso. 

DIOCLEZIANO 

Che parli? 

VALERIA 

Signore, tu stesso 

Mi desti una madre fedele a Gesù. 

3 



34 

DIOCLEZIANO 

Oh infamia ! ed io porsi d' amore V amplesso 
A donna, che i numi spregiava ? non più ! 

A morte, a morte si tragga tosto 
De' traditori lo stuolo inviso: 
Nel regio tetto son io deriso, 
Presso il mio letto T inganno sta. 
PRISCO 

( Oh la vendetta coni' è soave 
A me che tanto la sospirai! 
Pago è il mio sdegno, son lieto ornai, 
L' emulo indegno spento cadrà ). 

VALERLV 

Non verso pianto: se il genitore 
Me neir aprile degli anni uccide, 
Un altro padre già mi sorride 
Dell'alte squadre nello splendor. 

SEBASTIANO 

Esulta, Roma : nel nostro sangue 
Finisce il vanto degli oppressori: 
S'avanza bella di santi allori 
L' età novella nunzia d' amor. 
( I Cristiani in me^,zo alle guardie ed al po- 
polo 5' incamminano alla prigione ) 

PAGANI 

» Gloria a Giove e alla schiera immortale, 
» Che protegge 1' eterna città : 
» Abbattuto di Cristo il segnale, 
» Essa il capo più bello alzerà. 

CRISTIANI 

» Gloria a Cristo e alla schiera immortale, 
» Che protegge 1' eterna città : 
» Abbattuto di Giove il segnale, 
» Essa il capo più bello alzerà. 

PAGANI 

» Di mine, di stragi, d' orrore, 



35 

» I suoi prodi forieri saran : 
» La potenza dell'alto valore 
» Le regioni lontane diran. 

CRISTIANI 

» Di pietà, di giustizia, d' amore, 
» I suoi prodi forieri saran ; 
» La potenza dell' alto valore 
» Le regioni lontane diran. 

PAGANI 

» Gloria a Marte, che l'aspra battaglia 
» Della patria ci spinge a pugnar; 
» Gravi d'elmo e di triplice maglia 
» Monti e mari oseremo varcar. 

CRISTIANI 

» Gloria a Cristo, che 1' aspra battaglia 
» Della fede ci spinge a pugnar; 
» Nudi d' elmo e di triplice maglia 
» Monti e mari oseremo varcar. 

PAGANI 

» Gloria a Bromio, che sveglia il desio 
» De' lascivi diletti nel cor; 
» Gloria a lui, che lietissimo Iddio 
» Delle danze raccende 1' amor. 

CRISTIANI 

» Gloria a Cristo, che sveglia il desio 
» Della palma celeste nel cor; 
» Gloria a lui, che santissimo Iddio 
» Della croce raccende 1' amor. 



>«««i- 



36 

PARTE TERZA 



SCEMA PRIMA 

Prigione. 

Ronda di soldati nelle vicinante in cerca dei Fedeli. 

SEBASTIANO, VALERIA E PRIGIONIERI CRISTIANI. 
SOLDATI 

Taciti, taciti 
Sul pie leggieri 
Premete il suol, 
Scossi non suonino 
Scudi e cimieri, 
forte stuoL 

Veltri, che anelano 
L' ascosa belva 
Di rintracciar, 
Rapidi stancano 
La vasta selVa. 
Senza latrar. 

Se della pavida 
Fuggente a volo 
Fiutan r odor, 
Festosi latrano, 
E il boscaiuolo 
Corre al clamor. 

Taciti, taciti 
Degli empi al nido. 
Schiera fedeli 



37 

Se preda scorgasi, 

Insieme il grido 

Leviamo al eiel. {si alìoìitananó) 

SEBASTIANO 

Udite! la coorte 
1 nostri cari insegne. 

CRISTIANI 

E noi sereni 
Inneggiamo tra i ceppi e le ritorte. 

Bello è del carcere nel cnpo orrore 
I lieti cantici levare a Dio : 
Se i bracci languono, non langue il core. 
Non langue V anima che sa pregar. 

Gemon le tenere spose ed i figli, 
Geme lo squallido tetto natio : 
A noi, di lacrime rasciutti i cigli, 
Giova nei vincoli, giova esultar. 

» Se nero il turbine suU' imo suolo 
» S' abbassa, V aquila lascia la terra, 
>> E su le nuvole spiegando il volo. 
» Cerca del limpido sole il chiaror. 

» E noi, cui mormora cupa d' intorno 
> Di regi e popoli tremenda guerra. 
■> Coir occhio il placido di Dio soggiorno 
■> Fissiamo impavidi tra tant' orror. 

{si ode strepito di gente affollata) 

1. CORO 
Qual clamore? 

SEBASTIANO 

In folte squadre 
Corre al circo Tinfedel: 
Giunta è V ora. 

2. CORO 

duce, padre. 
Benedici il tuo di'appel. {si prostrano) 



38 

SEBASTIANO 

invocato nell ultima sera, 
Padre nostro e dolcissimo re, 
Dell ! rispondi all' accesa preghiera, 
Che inalziamo prostrati al tuo pie : 

TUTTI 

Benedici dall' alto alla schiera 
Maledetta, oltraggiata per te. 

(SCHIVA II. 

DIOCLEZIANO preceduto da un ARALDO e detti. 

AEALDO 

Il divo Diocleziano 
Qui si degna venir; tacete, e innanzi 
Traggan soli Valeria e Sebastiano. 

DIOCLEZIANO 

Figlia ! 

VALERIA 

Signor! 

DIOCLEZIANO 

Non padre? 

VALERIA 

Padre, se giusto e mite. 

DIOCLEZIANO 

Figlia, o amico, udite, 
L' estrema volta ancor, 
Le voci non mentite 
D' un mesto genitor. 

» Grande è Koma; i santi numi 
» Sovra lei steser la mano; 
» Spenti innanzi al Vaticanp 
» Son caduti cento re. 

» Quante volte a me d'intorno 
» Vidi il Dio della vittoria ! 



39 

y> Oh bei giorni ! oh vanti ! oh gloria, 
» Che al mio brando il cielo die! 

» Cento vati a me le lodi 
» Intonavan su la cetra : 
» Chiaro al mondo, chiaro all' etra 
» Il mio nome risuonò. 

crudeli! e voi dal fronte 
Mi strappate un tal decoro ! 
Per voi grave di disdoro 
Nella tomba scenderò? 

Se gli Dei spregiar vi piace, 
Ti sia caro almen V onore 
Del tuo re, del genitore 
Ti commova il santo amor. 

Calpestata la rea fede, 
Deh ! riedete al culto antico ; 
Dolce figlia, prode amico. 
Deh! vi tocchi il mio dolor. 

Tra gli applausi delle genti 
Moveremo al Campidoglio; 
Della vita, sul mio soglio. 
Gusterete il gaudio ver. 

SEBASTIANO - VALERIA 

Con lusinghieri detti 
Indarno a me ragioni; 

p^^^' più eccelsi troni 
iraclre, 

Vagheggia il mio pensier. 

DIOCLEZIANO 

Stolti ! — tu almeno, o figlia, 
Pensa del padre al duolo, 
Ch'a piangere qui solo. 
Te spenta, resterà. 

VALERIA 

( Ahi dolorosa immago ! . 
Ahi fiero stato mio! 



40 

Al genitore, oh Dio! 
Chi mai soccorrerà?) 

DIOCLEZIANO 

Cedi. 

VALERIA 

Deh! taci, o padre. 

SEBASTIANO 

Rimembra il giuramento. 

DIOCLEZIANO 

Figlia, un tuo solo accento.... 

VALERIA 

Misera! che farò? 

(assorta in una visione) 
Veggo, o m'inganna il guardo? 
Chi mi appellò?... deh! cessa.... 
Oh madre! oh madre!... è dessa.... 

DIOCLEZIANO 

Rinnega, o figlia. 

VALERIA 

No. 

DIOCLEZIANO 

Iniqui! lo sdegno 
Coir onta infiammate? 
Iniqui! tremate. 
Le furie ho nel sen. 

SEBASTIANO E VALERIA 

D'un uomo allo sdegno 
Sorrido, non temo ; 
Esulto, non tremo, 
Con Cristo nel sen. 



41 
IS€EMA III. 

CORO DI PAGANI CHE VANNO ALL'ANFITEATRO. 

CORO 
Giorno è di giubbilo, giorno è di festa; 
Goda di Romolo V alma città ; 
Di fiori, o popolo, cingi la testa. 
Oggi la perfida setta cadrà. 

{si sente la musica funebre che precede 
i Cristiani) 
Ecco, già muovono 
A passo lento; 
Il volto han pallido 
Per lo sgomento : 
Fieri carnefici. 
Uscite alfin. 
Esulta, o popolo, 
Godi, Quirin. 

SCEMA IV. 
CRISTIANI, SEBASTIANO, VALERIA e detti. 

1. CORO 

Fratelli ! 

2. CORO 

Fratelli! 

1. CORO 

Costanza e valore : 
Siam presso alla palma. 

SEBASTIANO 

T'allieta, o gentil: 
Tra poco in celeste connubio d' amore 
Il volo sciorremo de' santi all'asil. 



42 

VALERIA 

Oli gioia! 

2. CORO 
Valore con fervido accento 
Si chieda. 

1. CORO 

Si chieda. {si prostrano) 

TUTTI 

Dal fulgido empir, 

Padre benigno, nel crudo cimento 
Sovvieni aVtuoi figli devoti a morir. 

Moriamo animosi, moriamo da eroi, 
Impavidi in volto, costanti nel cor, 
Moriamo, ed il sangue versato da noi 
Sia fuoco ai futuri di santo valor. 

(Sebastiano e Valeria entrano i primi neh 
V anfiteatro: si ode rumore cV archi). 

SCEMA V. 

SEBASTIANO E VALERIA tra un'onda di popolo, 
DIOCLEZIANO E PRISCO. 

CRISTIANI 

» Portento! portento! destossi il Signore, 

1 lacci di morte V estinto spezzò. 

PRISCO 

» Ahi misero Prisco! del lungo livore 
Il frutto soave, qual nebbia sfumò. 

DIOCLEZIANO 

» scettro ! t' aborro : detesto V onore 
De' numi, che cieca demenza creò. 

VALERIA 

» Deh! torna, diletto, deh! torna al mio core. 
Che tanto allo strazio crudele ]3enò. 



43 

SEBASTIANO 

» Deh! torna, o donzella, deh! torna all'amore 
Di lui, che il tuo nome cadendo invocò. 

SEBASTIANO 

» Torno, o diletta vergine, 
» Più lieto ed animoso, 
» Torno siccome sposo 
» Della compagna al cor. 

» Oh benedetti gli angeli, 
-> Che dair empirò scesi, ^ 

» Mi resero cortesi 
>> Al tuo sublime amor. 

» Compagni in Dio dolcissimi, 
» Dair èrebo che freme, 
» Difenderemo insieme 
» La fede e la virtù. 

» Poi colombelle angeliche 
» Chiamate dal desio, 
» Godremo insieme in Dio 
» L'eterna gioventù. 

VALERIA 

» Torno diletta vergine' 
» Più lieta ed animosa, 
» Torno siccome sposa 
» Del suo compagno al cor. 

» Oh benedetti gli angeli, 
» Che dall' empirò scesi 
» Mi resero cortesi 
» Al tuo sublime amor. 

» Compagni in Dio dolcissimi, 
-> Dall' èrebo che freme, 
» Difenderemo insieme 
» La fede e la virtù. 

> Poi colombelle angeliche 
» Chiamate dal desio, 
» Godremo insieme in Dio 



44 

» L'eterna giov^entù. 

, CORO DI CRISTIANI 
DONZELLE 

» Esultiamo : la nostra preghiera 
Rapidissima al cielo salì : 
Dio destossi, e placò la bufera 
E più bello fé splendere il dì. 
» Esultiamo, o donzelle, cantando 
Liete in coro la nuova canzon ; 
Come Cristo cadeva pugnando. 
Come Cristo risorse il campion. 
» Esultiamo, fuggito è il dolore, 
Che la bella fanciulla angosciò, 
E di nuovo al castissimo amore 
Oggi Cristo la bella chiamò. 

TUTTI 

» Esultiamo, e da' musici plettri 

Voli r inno di Cristo alla fé : 

Cristo infrange qual vetro gli scettri 

Nella mano crudele dei re. 

» Cristo regna; il suo trono non trema 

Se r assalga de' regi il furor : 

Egli strappa l' iniquo diadema 

Dalla fronte all'iniquo signor. 

» Cristo vince : lontana lontana 

Della fede la gloria anderà: 

Con la possa dell' alta fiumana 

Gli empi riti distrugger saprà. 

» Cristo impera: le sante nazioni 

Egli accresce di gloria e virtù: 

Più tremendo di cento legioni 

E il vessillo, ove splende Gesù. 

FINE.